La nostra storia - AMBIENTE 2000

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La nostra storia

CHI SIAMO

L'Associazione "AMBIENTE 2000" nasce con atto notarile  a San Canzian d'Isonzo in provincia di Gorizia nel 1986 con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui vari problemi riguardanti la tutela ambientale intesa sia come patrimonio paesagistico che come salvaguardia da fenomeni di degrado idrogeologico, fenomeni d'inquinamento in generale e stimolare l'applicazione delle leggi vigenti
per conservare un habitat il più possibile naturale così minacciato dall'attività dell'uomo.

La nostra Associazione pur avendo dimensioni modeste si è occupata nel corso degli anni di varie problematiche come la nascita del "Parco dell'Isonzo" che a suo tempo creò una notevole polemica sulla sua realizzazione.
Abbiamo creato una notevole banca dati con filmati aerei  e diapositive sul corso dell'Isonzo dall'attuale confine Sloveno fino alle foci, alla laguna di Grado e risalendo il Fiume Stella fin quasi alle sue sorgenti. La stessa cosa è stata fatta per buona parte del  Tagliamento spingendoci , poi, fino a Udine e da qui al Carso Goriziano-Triestino.
Tutto questo per avere una testimonianza della situazione  di allora in termini di disbocamento e di alterazione paesaggistica dovuta a costruzioni di strade, cave, marine ed altro.


Isonzo / Quarantia e casoni
Carso 2014+ / Particolare del progetto del Castellazzo
Il vecchio giornalino / copertina del 1° numero

Dal 2004 ci siamo occupati del problema della viabilità pesante della Strada Statale 55 del "Vallone" che percorre il Carso da Duino  a Gorizia e che allora era interessata da un traffico di circa 400 camion all'ora generando rumone e pericolosità notevoli.
Ci siamo e ci stiamo occupando dell'attività della Cava di Devetachi (in provincia di Gorizia),  contro il grave pregiudizio ambientale provocato dall'ampliamento dell'attività estrattiva sia in termini di alterazione irreversibile di un'area di elevato valore naturalistico e
sottoposta a protezione, sia con riferimento all'inquinamento chimico, acustico ed in generale alla compromissione della salubrità, concetto inteso nella sua più ampia interpretazione, di un'area ben più vasta rispetto a quella oggetto dell'attività estrattiva.

Ci stiamo nuovamente interessando alle Foci dell'Isonzo per problematiche mai risolte cui si aggiunge il recente interramento dell'ultimo affluente del fiume (Revoc) che nasceva da risorgive e costituiva un patrimonio notevole sia dal punto di vista della biodiversità, paesaggistico e storico locale.
Attualmente ci occupiamo del progetto Carso 2014+ e  in particolare gli elaborati di valorizzazione presentati dalla Provincia di Gorizia che riguardano le zone locali interessate dalla Prima Guerra Mondiale e da siti di interesse paesaggistico.
Considerando anche la forte antropizzazione dovuta alle varie attività agricolo-turistiche che potrebbero creare alterazioni irreversibili.




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