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L'ONU ha proclamato il 2011 Anno internazionale delle Foreste per sostenere l'impegno di favorire la gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo.
Ecosistemi millenari, le foreste, ospitano circa i due terzi delle specie viventi animali e vegetali terrestri.
Ogni giorno circa 350 km. quadrati di foresta vengono distrutti in tutto il mondo. Le maggiori cause di questa perdita di aree forestali sono: la conversione in terreni agricoli, un taglio indiscriminato del legname, una gestione errata della terra e la creazione di insediamenti umani.
In qualsiasi epoca della nostra storia si è presentato il problema della deforestazione ma quello che contraddistingue quella contemporanea è la percentuale elevata e veloce di sfruttamento delle risorse.
All'inizio i principali responsabili furono i paesi occidentali, infatti tutte le foreste europee sono state in gran parte distrutte nel corso dei secoli e poi, man mano, i paesi industrializzati hanno, non solo distrutto le proprie foreste primarie ma invaso anche quelle dei paesi sottosviluppati o in via di industrializzazione, dove le foreste sono tagliate per creare nuove terre coltivabili per creare un'agricoltura familiare di sussistenza.
Purtroppo, queste terre sono successivamente acquistate dagli speculatori destinandole allo sfruttamento edilizio o minerario o coltivate a monocolture per produrre prodotti non alimentari come ad esempio la gomma naturale, i biocarburanti, l'olio di palma, produzione di carta,ecc. e non ultimo l'utilizzo del legname pregiato delle foreste equatoriali e tropicali.
Da questo scellerato uso delle foreste ne derivano tutta una serie di conseguenze negative, ad esempio:
" rischi idrogeologici del territorio;
" variazioni climatiche regionali;
" distruzione della biodiversità;
" effetto serra.
Le conseguenze materiali della deforestazione colpiscono il benessere di tutti gli uomini arrivando rapidamente ad un punto di non ritorno.
